giovedì 14 agosto 2014

Torta di compleanno Tommaso

Martedì il mio ometto ha compiuto 4 anni e ovviamente non poteva mancare una super torta con un personaggio speciale...




domenica 10 agosto 2014

Polpette di zucchine

Ma chi lo ha detto che le zucchine si cucinano sempre allo stesso modo?
Ecco qui le melanzane impolpettate.



Sono tornata...

Pensavate fossi sparita per sempre eh? E invece no... ho solo avuto un periodo molto movimentato causa trasloco.
Ma adesso sono di nuovo qui, carica più che mai e con tantissime nuove ricette vegetariane.
Presto vi farò di nuovo leccare i baffi... spero!.
Intanto... godetevi l'estate...




mercoledì 23 aprile 2014

Torta compleanno

Ieri era il compleanno di mio fratello, ovviamente non poteva mancare la torta.
Una torta semplice e gustosa.
La particolarità di questa torta è che non ho fatto il semplice pan di spagna, ma una vera e propria torta al cacao che spesso faccio per inzuppare nel latte.




lunedì 7 aprile 2014

Quiche con broccoletti

Che adoro le torte salate lo sapete già e che adoro i broccoletti anche ... e quindi ecco qui un mix speciale.
L'altro giorno su facebook ho dato l'ultimo saluto ai broccoletti visto che è finita la stagione, quindi anche qui volevo dedicare quest'ultima ricetta ai broccoletti.



sabato 5 aprile 2014

Fragole inzuppate in un delizioso sorbetto al limone

Mi scuso per la lunga assenza ma tra vari malanni di stagione e una serie di intoppi, la Cambusa è stata ferma per un pò.
Ma ormai abbiamo aperto le porte alla primavera e quindi ricomincio da qui: da un delizioso sorbetto al limone Polenghi, dove poter inzuppare delle dolcissime fragole di stagione.



Sorbetto al limone Polenghi

lunedì 10 marzo 2014

giovedì 27 febbraio 2014

Risotto agli spinaci

Sono di stagione e sono buonissimi... fate un risotto gustosissimo.
Per invogliare Tommaso, lo abbiamo chiamato il risotto di Hulk...


lunedì 24 febbraio 2014

Cheesecake con mousse al cioccolato

In questi giorni splende il sole e si respira aria di primavera... quindi niente forno e godiamoci un dolce fresco.


giovedì 20 febbraio 2014

Bruschette al forno con il pomodoro e bruschette con crema di olive verdi e mandorle

La serata bruschetta ci rende felici e io amo sbizzarrirmi.
Questa volte oltre la classica bruschetta con il pomodoro ho preparato una deliziosa crema con olive verdi e mandorle.


Piatti Ecobioshopping

lunedì 17 febbraio 2014

1° collaborazione Poleghi

Una collaborazione golosa e fresca...










La mission del Gruppo Poleghi è quella di proporre nuove tendenze in cucina sviluppando prodotti innovativi legati alle tradizioni e alla natura. La Polenghi, conosciuta sul mercato come “specialista del limone”, negli anni sviluppa le proprie potenzialità in più settori, diversificando la propria capacità produttiva con risultati eccellenti che la portano ad essere leader affermata ed indiscussa sul mercato di riferimento.
Un’azienda moderna, innovativa, tecnologicamente all’avanguardia, attenta alle esigenze di mercato, impegnata in un continuo aggiornamento e miglioramento qualitativo dei prodotti con un’ampia scelta: dal succo di limone ad una diversificazione che propone bevande, condimenti, mousse, cioccolato e prodotti culinari, correlati al limone, di alto contenuto di servizio.
Un successo derivato anche dalla forza e dalle lungimiranti intuizioni della Famiglia Polenghi da sempre alla guida dell’azienda. L’impegno dunque una questione di famiglia: valori ed esperienza condivisi e trasmessi da più di una generazione da Giancarlo Polenghi ed il figlio Marco Polenghi, attualmente insieme alla guida del Gruppo.
Polenghi Group è composta da 3 unità produttive a livello Europeo di cui 1 in Italia, specializzata nella produzione e confezionamento del succo di limone, sorbetti e condimenti ; 1 in Francia, orientata allo sviluppo di concetti innovativi di preparati e condimenti con il sistema aerosol; 1 in Belgio, fortemente sviluppata nella produzione delle specialità di cioccolato Belga.
Polenghi esporta in più di 50 Paesi in alcuni dei quali è leader di mercato producendo più di 95 milioni di pezzi annui. Nel tempo, oltre all’area Europea, si è affermata anche in America, Estremo Oriente, Australia, e Paesi Arabi.
Oggi, con i 3 stabilimenti estesi su una superficie di 20.000 mq., 140 dipendenti e collaboratori ed un fatturato di oltre €40 milioni, la Polenghi occupa posizioni di rilievo nei mercati mondiali.


Da più di 40 anni la figura di Giancarlo Polenghi rappresenta per l’azienda la conoscenza, l’esperienza, l’affidabilità.
E’ proprio lui che in prima persona dal 1976  sceglie le materie prime, visita i limoneti, si accerta della qualità dei frutti e controlla che la piantumazione, la fioritura e la raccolta seguano il naturale ciclo di crescita.
Si assicura inoltre che l’intero  processo di spremitura avvenga  rispettando le più rigorose  normative di igiene e sicurezza. Supervisiona l’ingresso della materia prima e segue l’intera trasformazione passo per passo, verificando con degli accurati test la qualità del succo.
Esamina il packaging creato nella divisione interna del soffiaggio, un comparto aziendale da lui fortemente  voluto, avendo intuito l’importanza di realizzare internamente i contenitori del suo succo di limone.
Tra le linee di produzione non manca il suo controllo, si accerta quindi che anche il prodotto finito possa corrispondere agli standard richiesti dal  mercato e dai clienti stessi.
 Giancarlo Polenghi rappresenta il fulcro del Gruppo, un abile regista che da più di 40 anni guida con saggezza l'azienda.

sabato 15 febbraio 2014

Pane con farina di mais

Adoro mischiare le farine per fare il pane, ogni settimana è una nuova scoperta di sapore e consistenza.
Questa settima  ho provato a mischiare la farina di mais, un vero trionfo. 


giovedì 13 febbraio 2014

Il mio ciambellone marmorizzato fatto da Marika

Ho deciso di raccogliere tutte le mie ricette fatte da voi, per vedere le differenze, per migliorare e per prendere spunto da eventuali vostre modifiche che possono arricchire le ricette.
Iniziamo così con la prima ricetta fatta dalla mia amica Marika.

Marika ha arricchito il suo ciambellone co i soldini di cioccolato rimasti dal giorno della Befana.

Idee & ricette di cucina By Marika 





mercoledì 12 febbraio 2014

martedì 11 febbraio 2014

venerdì 7 febbraio 2014

martedì 4 febbraio 2014

1° collaborazione Pema

Dato che sono un'amante del pane, non potevo non accettare questa collaborazione con Pema...
Un pane buonissimo e semplicissimo.









unterbanner nostra storia 01
La storia delle aziende non è diversa dalle storie di vita, a volte il caso gioca un ruolo importante.Quella di PEMA comincia da un malinteso linguistico. Mio padre Heinrich Leupoldt, con mia madre Alma, faceva il pasticcere continuando l’opera dei suoi genitori, Adam e Elise, che nel 1905 avevano aperto un negozio a Weissenstadt nel Parco Naturale del Fichtelgebirge.Specialità i Lebkuchen, tipici dolci tedeschi di panpepato.Un giorno legge che un’azienda dei dintorni mette in vendita macchinari per la lavorazione dei Lebkuchen e con l’idea di incrementare la sua attività di pasticcere, la compera. Subito dopo però scopre l’equivoco: si tratta di macchinari progettati per una certa qualità di pane nero, che in Boemia ha lo stesso nome dei dolci di panpepato.Accetta il capriccio del destino, non si scoraggia e decide di mettersi a fare anche il pane. Lui è un pasticcere e sa lavorare di fino, conosce tutti i segreti della sua arte e li mette al servizio della nuova attività.
PEMA nasce così. E’ il 1950.
Il nome che mio padre sceglie è lo specchio del suo progetto: Pema in tibetano significa fior di loto e ha come significato simbolico la purezza. Una bella intuizione, vista con gli occhi di oggi. Tre sono infatti i principi-guida della nuova attività: usare cereali provenienti da un’agricoltura pulita, senza chimica, scegliere lavorazioni semplicissime, capaci di esaltare il gusto e di mantenere intatte le proprietà nutrizionali dei cereali e usare tutto il tempo che serve. Sono le regole per fare un pane buono. Ma anche un pane che fa bene.
Così Franz Leupoldt, l’attuale titolare, racconta gli inizi dell’azienda.L’esperienza di Heinrich si concentra subito sulla lievitazione naturale, l’unica in grado di dare al pane un sapore inconfondibile, renderlo più digeribile e mantenerlo fresco a lungo. Mette a punto la “sua” ricetta. Da allora è rimasta immutata. Ed è un segreto di famiglia.
La freschezza del pane è per lui un aspetto fondamentale. Studia e realizza uno speciale confezionamento che, insieme alla pastorizzazione, permette di portare in tavola un pane fresco per molti giorni. Senza usare conservanti e additivi. Sono i punti di forza che mettono PEMA sulla strada maestra della qualità.
Franz Leupoldt entra in azienda nel 1960. Progetta macchinari in grado di automatizzare la produzione del pane, in particolare la cottura, una componente fondamentale della filiera. Il suo è un importante contributo tecnologico che traghetta PEMA dalla fase artigianale a quella industriale. Senza cambiare le regole e mantenendo intatta la qualità della produzione.
Franz Leupoldt, aggiunge, in chiusura, una considerazione.
Vorrei mettere l’accento sul lato femminile di PEMA. La mia bisnonna e mia nonna hanno avuto un ruolo importante negli anni in cui l’azienda prendeva forma e cercava il suo spazio nel mercato. Oggi mia moglie, Laura Krainz, è al mio fianco nella direzione. Viene da Trieste, una città italiana dalle grandi tradizioni cosmopolite e ha portato in azienda una ventata di aria nuova. E’ suo il progetto di marketing che ha fatto conoscere PEMA ai mercati internazionali. E’ sua la responsabilità della comunicazione cui è affidato il compito di trasmettere l’impegno e i valori dell’azienda nel delicato confronto fra tradizione e modernità.

giovedì 23 gennaio 2014

Ricetta vincitrice del mio primo contest "La ricetta dei ricordi"

Eccoci qui... è stata dura ma abbiamo deciso.
La ricetta vincitrice del mio primo contest "La ricetta dei ricordi" è :
Pandolce genovese alto

PANDOLCE GENOVESE ALTO (pandöçe zenéise)...a lievitazione naturale!


Ciao a tutti!

Eccoci arrivati al primo post del nuovo anno...e con cosa ho pensato di ricominciare...un dolce!!!


Già...un dolce...ma non un dolce qualsiasi... no...un dolce che quando ne sento il profumo...mi viene subito da pensare al Natale, alle mie nonne, al Natale di quando ero bambina...infatti questo dolce è tipico della mia città e non manca mai sulle nostre tavole durante le feste...a dir la verità spesso non manca neppure a colazione, vi assicuro che una fetta di pandolce inzuppata nel latte vi fa iniziare benissimo la giornata!!!

Lo so...ormai il Natale è trascorso e tra pochi giorni si tornerà alla normalità...ma non potevo non presentarvi questa ricetta per due motivi...uno, i ricordi che mi suscita, legati alla mia famiglia, alle mie nonne che lo preparavano ogni anno e sulle quali avrei mille aneddoti da raccontare e due, perché l’ho preparato utilizzando il mio “Pupetto” cioè il mio giovane lievito madre e quindi la soddisfazione è doppia.



La ricetta che vi propongo oggi, lo scorso anno avevo preparato la versione bassa del pandolce genovese (qui e qui), non è la ricetta della mia famiglia, perché la mia nonna materna lo ha sempre preparato col lievito di birra...ricordo che lo lasciava lievitare tutta la notte sul calorifero della cucina e immancabilmente al mattino il pandolce era uscito dal tegame e colato lungo il calorifero...mentre la nonna paterna lo faceva col crescente, che in genovese è il lievito madre, ma è mancata che ancora non avevo scoperto la mia passione per la cucina e quindi le sue ricette sono andate per lo più perse...ahimè!!!

Così cercando sul web sono arrivata da Eugenio, un mio concittadino, che nel suo blog appunto presentava questa favolosa ricetta, la stessa ricetta di Eugenio è stata anche ripetuta da Nanni
, io ho preparato la ricetta di Eugenio prendendo qualche consiglio sul procedimento da Nanni. Quindi ho potuto testare il mio “Pupetto” e devo dire di esserne molto orgogliosa!!!
Secondo lo storico Luigi Augusto Cervetto (1834-1923), il Pandolce ha origini persiane, soprattutto per una ritualità ad esso legata: appena spuntava l’alba del giorno di Capodanno, il più giovane fra i sudditi portava al Re come dono beneaugurante un grande pane dolce, pieno di mele e canditi, che veniva diviso fra tutti i dignitari di Corte.
Ancora oggi sulle tavole liguri, dovrebbe essere il più giovane della famiglia a portare a tavola il pandolce, togliendone dalla cima un rametto d’alloro simbolo di benessere e fortuna. Secondo altri deriva dall’antichissimo pane ligure detto pan co-o zebibbo , con l’uva secca, arricchito negli anni di cedro o zucca candita, acqua di fior d’arancio, semi di finocchio, pinoli…

Secondo la tradizione la prima fetta va tenuta da parte per i poveri e un'altra va conservata per il giorno di San Biagio (3 febbraio), inoltre deve essere il più anziano ad affettarlo, mentre la padrona di casa recita una preghiera:

vitta lunga con stò pan, prego a tutti sanitae, comme ancheu, comme duman, affettalu chi assettae, da mangialu in santa paxe, co-i figgeu grandi e piccin, co-i parenti e co-i vexin, tutti i anni che vegnià, cumme spero Dio vurrià


(vita lunga con questo pane, prego per tutti tanta salute, come oggi, così domani, affettarlo qui seduti, per mangiarlo in santa pace coi bambini grandi e piccoli, coi parenti e coi vicini, tutti gli anni che verranno, come spero Dio vorrà).

Andiamo insieme a vedere la ricetta un po’ lunga...ma vi garantisco che ne vale la pena...il risultato è stato spettacolare...e lo so...mi sto facendo i complimenti da sola!!! 



Con questa dose ho fatto 2 pandolci da 1080 g e 4 pandolci da 400 g (li ho fatti più piccoli perché poi li ho utilizzati per i pacchi dono di Natale), oppure potete dividere l’impasto per ottenere 2 pandolci da chilo e 2 da tre quarti cioè dividendo in 4 parti: 2 da 1080 g (per avere il kg) e 2 da 800 g (per avere il pandolce da ¾)...che poi sono le due pezzature in cui si trova nelle nostre pasticcerie questo dolce.


PANDOLCE GENOVESE ALTO (pandöçe zenéise)




INGREDIENTI:

  • 830 g farina manitoba
  • 360 g farina 00
  • 350 g “crescente” (pasta madre)
  • 310 g burro
  • 310 g zucchero
  • 600 g uvetta
  • 180 g pinoli
  • 2 uova
  • 240 g cedro e buccia d’arancio canditi
  • 24 g semi di finocchio (la prossima volta li riduco a 15 g)
  • un bicchiere non grosso acqua di fior d’arancio
  • un pizzico sale
  • 35 g marsala secco

PROCEDIMENTO:


Primo giorno:


1° RINFRESCO (ore 12):


  • 60 g pasta madre
  • 20 g acqua (22-30°C)
  • 40 g farina manitoba

Sciogliete la pasta madre nell’acqua quindi aggiungete la farina e procedete con il rinfresco. Mettete a lievitare per circa 3h nel forno chiuso con la luce accesa.



2° RINFRESCO (ore 15):


  • 120 g pasta madre (quella ottenuta dal primo rinfresco)
  • 80 g farina manitoba
  • 40 g acqua

Procedere col secondo rinfresco quindi lasciare lievitare per altre 3h nel forno chiuso con la luce accesa.



3° RINFRESCO (ore 18):


  • 240 g pasta madre (ottenuta dai precedenti rinfreschi)
  • 80 g acqua
  • 160 g farina manitoba

Procedere col terzo rinfresco quindi lasciare lievitare per altre 3h nel forno chiuso con la luce accesa.



1° IMPASTO (ore 21.30):


Dei 480 g di crescente (pasta madre) ottenuto con i tre rinfreschi ravvicinati ne utilizzo solo 350 g quindi:

INGREDIENTI:


  • 350 g crescente (pasta madre) in forza
  • 180 g acqua
  • 160 g acqua di fior d’arancio
  • 2 uova
  • 700 g farina manitoba
  • 300 g farina 00
  • 230 g zucchero
  • 230 g burro
  • buccia intera di un limone (solo la parte gialla)

PROCEDIMENTO:


Nella ciotola dell’impastatrice mettete il lievito madre a pezzetti, l’acqua, l’acqua di fior d’arancio e metà della farina. Iniziate ad impastare, quindi aggiungete le uova, lo zucchero e la rimanente farina poco alla volta. Aggiungete la buccia del limone. Lasciate lavorare molto l’impastatrice, otterrete un impasto omogeneo anche se con un aspetto ancora un po’ grezzo.

Aggiungete ora il burro poco alla volta, impastate fino quando sarà tutto ben assorbito e l’impasto avrà preso un po’ di elasticità.
Togliete la buccia del limone. Lasciate lievitare le prime 3 ore a 27-28°C e per le restanti 6-7 ore a temperatura ambiente. (Io l’ho lasciato lievitare l’intera notte, le prime ore vicino al calorifero poi chiuso nel forno spento).

Secondo giorno:


2° IMPASTO (ore 8.40):


INGREDIENTI:


  • tutto il 1° impasto
  • 35 g marsala secco
  • 80 g zucchero
  • 80 g burro
  • 1 cucchiaino di sale
  • 130 g farina manitoba
  • 60 g farina 00
  • 600 g uvetta
  • 240 g scorza arancia e cedro candito
  • 180 g pinoli
  • 24 g semi finocchio (la prossima volta li ridurrò a 15 g)

Prima di iniziare ad impastare mescolare in un tegame i condimenti: l’uvetta (precedentemente ammollata in acqua e asciugata per bene), la scorza di arancia e il cedro, i pinoli e i semi di finocchio. Mescolare bene e fate intiepidire qualche minuto in forno in modo da aggiungere un insieme tiepido all’impasto.

 

Iniziate l’impasto. Sgonfiate il primo impasto e mettetelo nella ciotola dell’impastatrice con il marsala, lo zucchero e metà della farina. Impastate fino ad avere un impasto omogeneo.
Aggiungete ora l’altra farina e il sale, quindi il burro a pezzetti poco alla volta. Ed infine aggiungete i condimenti tiepidi.
Impastate a lungo quindi coprite la ciotola dell’impastatrice e lasciatelo riposare per circa 45 minuti.
Dopo questo tempo di riposo, dividete l’impasto secondo le pezzature desiderate, nel mio caso ho diviso l’impasto in due pezzi da 1080 grammi per ottenere (una volta cotti) pandolci da un chilo e in quattro pezzi da 400 g. Sull’asse di legno, dare a ogni pezzo una forma il più possibile sferica (prima tornitura) e coprirli con una tovaglia lasciandoli riposare per circa 30 minuti.

Trascorsi i 30 minuti, procedete alla seconda tornitura cioè rimetterli in forma sferica facendo attenzione che la parte sottostante sia ben chiusa (senza grinze). Coprite nuovamente con la tovaglia e lasciarli lievitare per 7/8 ore mantenendo la temperatura ambiente sempre a 27/28 gradi. Io li ho lasciati sulla spianatoia coperti e, come faceva la mia nonna, ho messo la spianatoia vicino al calorifero!
 


(ore 18.30
Preriscaldate il forno a 190°C. Prima di infornare praticare 3 tagli sulla sommità di ciascun pandolce disegnando un triangolo. Quindi ponete i pandolci delicatamente su una placca da forno coperta di carta forno e cuocete a 190°C per circa 55-60 minuti quelli da 1080 g e per circa 40 minuti quelli piccoli da 400 g. Dopo i primi 15 minuti circa (subito dopo lo sviluppo) coprili con alluminio per poi scoprirli 20 minuti prima della fine della cottura.
Sfornare i pandolci e lasciarli raffreddare su una griglia.
 

Lasciate riposare il pandolce per almeno 24h prima di assaggiarlo.

Buon appetito!

Plumcake salato e profumato

Lo so... ho peccato: ho usato la pancetta!!!!! Erano secoli che non usavo la carne ma questa volta non ho resistito.


domenica 19 gennaio 2014

Contest terminato

Cari partecipati dichiaro ufficialmente chiuso il mio primo Contest.
Le vostre ricette sono tutte squisite e con ottime foto, sarà difficle poter scegliere, soprattutto perchè è la prima volta.
Come vi avevo già accennato non sarò da sola a scegliere il vincitore ma verrò affiancata da una collaboratrice dell'azienda Molini Pizzuti.
Una volta eletto il vincitore ( dateci un pò di giorni di tempo), tramite mail mi manderete il vostro indirizzo e provedderemo ad inviarvi la fornitura di farine.
AUGURO A TUTTI VOI UN GROSSO IN BOCCA AL LUPO... CHE VINCA IL MIGLIORE.



venerdì 17 gennaio 2014

Crostata pere e cioccolato

Erano secoli che volevo fare una crostata con pere e cioccolato.
Ieri avevo un sacco di pere che stavano facendo una brutta fine perchè nessuno le stava mangiando e quindi mi sono messa all'opera.

mercoledì 15 gennaio 2014

Buccellati Siciliani

Lo so lo so che il Natale è finito, ma visto che sono stata male pubblico in ritardo questa ricetta dedicata al Natale e spero possiate perdonarmi.
E' una ricetta della mia Sicilia, che ogni tanto vale la pena ricordare perchè bene o male la porto sempre nel cuore.

Piatti Ecobioshopping

lunedì 13 gennaio 2014

sabato 11 gennaio 2014

Orecchiette con ceci e scarola

Giorni fa mio marito ha comprato la scarola ed ero in confusione perchè non sapevo come cucinarla, poi ho trovato questa delizia...

domenica 5 gennaio 2014

Facciotte di Topolino

I biscotti di Topolino stanno facendo il boom in questi giorni e anche noi non ce li siamo fatti mancare.
Accompagnati da una buonissima tazza di the Lemon e Ginger, Clipper Teas sono un'ottima merenda invernale.

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          The Lemon e Ginger, Clipper Teas - Distributore Italia La finestra sul cielo